Produzione Editoriale

Ratio Mattino e Ratio Quotidiano Manuele Zanardi

La legge di Bilancio 2018 è intervenuta sulla disciplina del settore, introducendo alcune misure tese al contrasto dell’interposizione e di altre pratiche illecite.

La legge di Bilancio 2018 prevede, all’art. 1, c. 936, le norme volte a contrastare la falsa cooperazione, in particolare attraverso il potenziamento del sistema di vigilanza e delle sanzioni previste per il mancato rispetto della disciplina di settore. Le novità di maggiore rilievo riguardano l’attività di revisione cui sono obbligatoriamente e periodicamente soggette le cooperative, novità che hanno interessato sia la norma-quadro in materia di vigilanza (D.Lgs. 220/2002), sia il Codice Civile.
In particolare, per gli enti cooperativi che si sottraggono all’attività di vigilanza o non rispettano finalità mutualistiche, viene prevista la cancellazione dall’albo nazionale degli enti cooperativi, con il conseguente obbligo di devoluzione del patrimonio ai fondi mutualistici di settore, in aggiunta alle disposizioni penali previste dall’art. 2638 C.C. in capo agli esponenti della cooperativa (amministratori, sindaci, direttori generali, ecc.). Inoltre viene riformato il sistema sanzionatorio applicabile nel caso in cui gli enti cooperativi, senza giustificato motivo, non ottemperino alla diffida impartita in sede di vigilanza o agli obblighi previsti dall’art. 2545-octies C.C., in ipotesi di perdita della qualifica di mutualità prevalente.
Le norme previgenti stabilivano sanzioni sproporzionate e difficilmente comminabili, come la sospensione semestrale di ogni attività o ammende da 50.000 a 500.000 euro. La nuova misura della sanzione prevede la maggiorazione del contributo biennale di revisione pari a tre volte l’importo dovuto.
Di particolare interesse è l’intervento mirato a colpire quelle cooperative che fraudolentemente si costituiscono e si sciolgono in tempi brevi, prevedendo che lo scioglimento debba essere comunicato dal MiSE all’Agenzia delle Entrate. Merita menzione anche la modifica apportata all’art. 2545-sexiesdecies C.C. che ha determinato, di fatto, l’estensione delle ipotesi di ricorso alla gestione commissariale, con possibilità di nomina di commissari incaricati della rimozione delle irregolarità di natura non grave evidenziate in sede di vigilanza, suscettibili di specifico adempimento. Si tratta di un commissario che può essere nominato dal MiSE anche tra gli esponenti degli organi sociali della cooperativa. Nelle ipotesi più gravi, si continuerà ad applicare la gestione commissariale tradizionale.
Un’ultima modifica attiene alle disposizioni del codice civile in materia di governance. È sancita in primis l’incompatibilità assoluta della figura dell’amministratore unico con il modello cooperativo, prevedendo l’obbligo di costituire organi amministrativi collegiali formati da almeno 3 persone. In secondo luogo, è prevista la non applicabilità alla cooperative Srl della disposizione secondo la quale gli amministratori rimangono in carica fino a revoca dell’assemblea. Si ritiene siano necessarie modifiche statutarie solo nel caso in cui lo statuto preveda come modelli di amministrazione esclusivamente l’amministratore unico e la nomina a tempo indeterminato. Se questi modelli sono previsti dallo statuto in alternativa alla forma collegiale e alla nomina a tempo determinato, si potrà procedere alla modifica nei tempi che la cooperativa riterrà più opportuni, fermo restando il rispetto concreto della disposizione dal 31.01.2018 (30 giorni dopo il 1.01.2018).

Definiti con decreto interministeriale gli atti e i documenti per i quali è previsto l’obbligo e le modalità per l’esecuzione di questi adempimenti.

Con Decreto interministeriale 16.03.2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21.04.2018, n. 93, sono stati definiti gli atti e i documenti che le imprese sociali sono tenute a presentare al Registro delle Imprese e le modalità per l’esecuzione di tali adempimenti.
Ai fini dell’iscrizione in apposta sezione, le imprese sociali devono depositare per via telematica o su supporto informatico, presso il Registro delle Imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede legale, l’atto costitutivo, lo statuto e ogni successiva modificazione, il bilancio di esercizio, il bilancio sociale e ogni altro atto o documento previsto dalla vigente normativa. Il deposito viene effettuato, a cura del notaio o degli amministratori, entro 30 giorni dal verificarsi dell’evento. Sono depositati, a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, i provvedimenti che dispongono la liquidazione coatta amministrativa delle imprese sociali e quelli di nomina dei commissari liquidatori.
I gruppi di imprese sociali dovranno indicare la società o l’ente alla cui attività di direzione e coordinamento è soggetta e depositare l’accordo di partecipazione e ogni sua modificazione, nonché il bilancio di esercizio e sociale in forma consolidata.
L’ufficio del Registro delle Imprese che riceve la domanda di deposito presentata dall’impresa sociale, ne verifica la completezza formale e la presenza nell’atto costitutivo dell’oggetto sociale e dell’assenza dello scopo di lucro di cui all’art. 5, c. 1, lett. a) e b) D.Lgs. 112/2017, prima di procedere all’iscrizione nell’apposita sezione.
Per l’attribuzione dei codici di attività economiche alle imprese sociali viene utilizzata la classificazione ICNPO (International Classification of Non Profit Organizations), elaborata dalle Nazioni Unite nel 2003, raccordata con la classificazione NACE_Ateco.
In caso di operazioni di trasformazione, fusione, scissione e cessione di azienda, oltre a predisporre gli atti in conformità alle disposizioni di un apposto decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dovrà darsi atto nella delibera o nell’atto di cessione dell’intervenuta autorizzazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, anche nella forma del silenzio assenso dopo il decorso dei 90 giorni.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, al fine di svolgere attività di monitoraggio, ricerca e controllo delle imprese sociali, accedono in via telematica alle informazioni e agli atti depositati nell’apposita sezione del Registro delle Imprese dedicata alle medesime imprese sociali.
Le cooperative sociali e i loro consorzi, ai sensi dell’art. 1, c. 4 D.Lgs. 112/2017, acquisiscono di diritto la qualifica di imprese sociali mediante l’interscambio dei dati tra l’albo delle società cooperative di cui al D.M. Attività produttive 23.06.2004 e il Registro delle Imprese.
Gli atti costitutivi di cui al c. 1, lett. a) devono prevedere, salve disposizioni più restrittive relative alla forma giuridica in cui l’impresa sociale è costituita, la nomina di uno o più sindaci aventi i requisiti di cui all’art. 2397, c. 2 C.C. e per i quali non ricorrono le cause di ineleggibilità e di decadenza di cui all’art. 2399 C.C.

Riproposta senza modifiche la sezione della nota integrativa in cui indicare le informazioni obbligatorie per le società cooperative. Nella parte generale, riferita a tutti i soggetti, le uniche variazioni riguardano l’esposizione delle imposte anticipate nei bilanci in forma abbreviata.

Il periodo dei bilanci è ormai alle porte e si cominciano ad analizzare le novità che riguarderanno la chiusura e la pubblicazione dei conti del 2017. Tra queste, vi è sicuramente la nuova tassonomia da utilizzare per la predisposizione dei bilanci di esercizio in formato XBRL. È stata, infatti, confermata e pubblicata in via definitiva la nuova tassonomia delle società di capitali e, quindi, anche delle società cooperative, denominata PCI_2017-07-06. La nuova tassonomia, si precisa nelle note di accompagnamento ai documenti pubblicati sul sito dell’XBRL, è stata realizzata in seguito alla richiesta pervenuta dal mercato di avere una maggior flessibilità, al fine di indicare separatamente le imposte anticipate all’interno della voce CII Crediti dell’attivo dello stato patrimoniale in forma abbreviata.
Le restanti parti della tassonomia sono rimaste invariate. La versione di tassonomia 2017-07-06, in vigore da gennaio 2018 per gli esercizi chiusi dal 31.12.2017, dovrà essere utilizzata obbligatoriamente dal 1.03.2018. Fino a tale data saranno accettati anche i bilanci predisposti con la tassonomia precedente (ver. 2016-11-14). Tutti i bilanci relativi a esercizi con inizio in data anteriore al 1.01.2016 (ante D.Lgs 139/2015) potranno avvalersi della tassonomia 2015-12-14, che sarà mantenuta in vigore per assicurarne la coerenza alla normativa, mentre le precedenti versioni (2009-02-16, 2011-01-04, 2014-11-17) sono state dismesse.
La nuova tassonomia 2017 ripropone l’apposito riquadro a testo libero della nota integrativa in cui riportare le informazioni obbligatorie per le società cooperative denominato “Commento, informazioni di cui agli artt. 2513 e 2545-sexies del Codice Civile”. Lo scopo di questa informativa supplementare è quello di porre in evidenza alcuni elementi che contraddistinguono le società cooperative dalle società c.d. lucrative, con particolare riferimento ai criteri cui è ispirata la gestione aziendale per il conseguimento degli scopi mutualistici, ai requisiti di mutualità prevalente, ai criteri di ammissione dei soci e al calcolo dei ristorni.
Le cooperative con più di 50 soci che raccolgono prestiti sociali dovranno inoltre indicare in questa sezione, o in altre parti della nota integrativa, le informazioni richieste dai provvedimenti della Banca d’Italia in tema di raccolta del risparmio dei soggetti diversi dalle banche, tra le quali si segnala l’ammontare della raccolta presso i soci, anche in rapporto al patrimonio della società, l’indicazione del garante e del tipo di garanzia, il valore di mercato aggiornato delle garanzie reali finanziarie, un prospetto illustrativo del valore del patrimonio rettificato degli effetti di operazioni con società partecipate e un indice di struttura finanziaria.
Sfuma, quindi, per il 2017 l’attesa modifica di questa sezione, da riquadro a testo libero a esposizione in forma tabellare; operazione che avrebbe consentito di standardizzare, anche nei contenuti minimi, le informazioni in materia cooperativa, ai fini di una migliore intellegibilità del bilancio e confrontabilità dei valori indicati nel tempo e tra soggetti cooperativi diversi.

Il 1.01.2018 entra in vigore, in via transitoria, il primo pacchetto di agevolazioni tributarie contenute nel codice del Terzo Settore a favore delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale.

In attesa che la riforma del terzo settore e dell’impresa sociale diventi operativa attraverso l’emanazione dei decreti attuativi e ottenga il benestare dalla Commissione europea in ordine alle agevolazioni fiscali contenute nella riforma, prende il via con il 1.01.2018 una fase transitoria, all’interno della quale si rendono immediatamente applicabili alcune agevolazioni tributarie a favore delle ONLUS, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale. Si tratta delle disposizioni contenute nel codice del Terzo Settore in tema di social bonus, imposte indirette e tributi locali, erogazioni liberali e trattamento tributario degli immobili utilizzati dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale.
Le predette agevolazioni, ad esclusione di quelle specificatamente riferite agli enti non commerciali, alle Odv e alle Aps, vedranno come destinatari nel predetto periodo transitorio anche le cooperative sociali, in quanto ONLUS di diritto.
Si riepilogano di seguito le agevolazioni fiscali applicabili dal 1.01.2018 alle cooperative sociali.
Esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni e dalle imposte ipotecaria e catastale per i trasferimenti a titolo gratuito a favore delle cooperative sociali, a condizione che quanto ricevuto sia utilizzato per lo svolgimento dell’attività statutaria ai fini del perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Imposta fissa di registro, ipotecaria e catastale per gli atti costitutivi e le modifiche statutarie, comprese le operazioni di fusione, scissione o trasformazione. Le modifiche statutarie di cui al periodo precedente sono esenti dall’imposta di registro se hanno lo scopo di adeguare gli atti a modifiche o integrazioni normative.
Imposta fissa di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di beni immobili e per gli atti traslativi o costituitivi di diritti reali immobiliari di godimento a favore delle cooperative sociali, a condizione che i beni siano direttamente utilizzati, entro 5 anni dal trasferimento, in diretta attuazione degli scopi istituzionali o dell’oggetto sociale e che la cooperativa renda, contestualmente alla stipula dell’atto, apposita dichiarazione in tal senso.
Esenzione dall’imposta di bollo per gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni, le attestazioni e ogni altro documento cartaceo o informatico in qualunque modo denominato posti in essere o richiesti dalle cooperative sociali. Stante l’ampia formulazione e in particolare il riferimento ad “ogni altro documento cartaceo o informatico in qualunque modo denominato” si ritiene che possano godere dell’esenzione anche le fatture fuori campo Iva di importo superiore a 77,47 euro, i libri sociali e i registri contabili.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono disporre nei confronti delle cooperative sociali la riduzione o l’esenzione dall’IRAP nel rispetto della normativa dell’Unione Europea e degli orientamenti della Corte di giustizia dell’Unione Europea.
Esenzione dall’imposta sugli intrattenimenti per le attività di cui al D.P.R. 640/1972 svolte occasionalmente o in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.
Infine, gli atti e i provvedimenti relativi alle cooperative sociali sono esenti dalle tasse sulle concessioni governative.