Produzione Editoriale

Ratio Mattino e Ratio Quotidiano Manrico Merci

Il web è uno strumento di conoscenza e democrazia, ma anche luogo di azioni spregiudicate, favorite dal prediligere informazioni che confermino le proprie idee. Le notizie false creano caos, seminano paure e odio, rovinano il dibattito, possono perfino provocare rischi e danni reali. Ma bastano pochi clic per fermare una bufala.

Fino alla fine del secolo scorso non era facile reperire notizie, dati, chiarimenti… Biblioteche, musei e archivi erano (e lo sono ancora) a disposizione di tutti, ma in luoghi non sempre raggiungibili comodamente. Molte fonti erano accessibili solo agli addetti ai lavori.
Oggi grazie alle virtù degli smartphone ognuno può avere, ovunque si trovi, il sapere umano sempre con sé. Ma c’è l’altro lato della medaglia, un problema sconosciuto in passato: l’eccesso di informazioni disponibili. Il flusso è incessante e sempre foriero di novità in apparenza rilevanti, ma in realtà è davvero rara la loro effettiva urgenza. Non basta saper leggere e scrivere, bisogna saper navigare e selezionare le provenienze. Si rischia di sprecare molto tempo viaggiando senza meta, raccogliendo qua e là elementi, magari privi di credibilità.
È meglio sapere subito quali siti guardare e dedicarsi solo a ciò che è davvero utile. Per migliorare le capacità di indagine è importante conoscere le basi dell’informazione digitale perché si può faticare a trovare attendibilità, nonostante sia presente. Il web non è un oggetto fisico, ma una struttura d’iperoggetti (siti, documenti scritti, immagini, filmati e suoni) collegati tra loro. La proprietà fondamentale di questi elementi è la possibilità di effettuare collegamenti connettendo tra loro un’infinità d’informazioni. Un enorme bagaglio di conoscenza, ma anche un labirinto dove è possibile perdersi e sprecare tempo.
Molti contenuti possono inoltre essere modificati o creati dagli utenti e non solo letti, ascoltati o osservati passivamente. L’esempio più rilevante di utilizzo interattivo è Wikipedia, l’enciclopedia più grande mai scritta dall’umanità. Anche le reti sociali sfruttano l’interattività del web 2.0, in questo caso per consentire a milioni di persone di comunicare tra loro. In un contesto come quello della rete, le posizioni degli esperti finiscono però con l’avere lo stesso peso di quelle espresse da chi non ha né competenze, né autorevolezza.
Se si vuole indagare online, è fondamentale essere certi dell’affidabilità della fonte. Chiunque può creare un sito ed è per questo che è facile trovare imprecisioni, pseudoscienza, propaganda, pubblicità commerciale e falsità. Esistono molte pagine studiate per indurre l’utente a fare acquisti, a condividere convinzioni politiche o religiose, a unirsi a gruppi che hanno intenzioni discutibili. Talvolta le informazioni imprecise sono addirittura costruite in malafede.
Saper analizzare è il primo passo per una consultazione cosciente. La ricerca di dati affidabili non deve subito orientarsi né a siti costruiti da singoli individui, né a siti non istituzionali. Scovare informazioni precise non è una missione semplice.
Anche quando le ricerche si facevano nelle biblioteche, bisognava essere certi che il testo consultato fosse affidabile. Cercare informazioni senza un netto criterio è come illudersi di trovare un idraulico suonando campanelli a caso in una grande città. Per trovare la persona giusta, è necessario invece usare un sistema di ricerca oppure conoscere l’indirizzo esatto. Così come non è possibile conoscere tutti i testi o le opere, nessuno potrà mai essere informato su tutti i siti presenti, ma saperne esaminare l’indirizzo è un primo passo per una navigazione valida e ben orientata.

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